LO SCRITTORE GIANNI PARIS

sabato 31 dicembre 2011

GRAZIANO SPICHESI SEMPRE PIU' PROTAGONISTA

RECENSIONE SU KULT UNDERGROUND



Dario Flaccovio Editore (Palermo, 2010)
pag. 120, euro 13.00
 
 di Nunzio Festa
 
Su una grande domanda, uno scrittore ha creato un romanzo divertente e ironico. Iniziamo a precisare, lo scrittore è Gianni Paris. Il romanzo, continuiamo, è titolato “Nessuno pensi male”. Paris è l'autore, poi, di “Mare Nero”: sui risvolti drammatici delle migrazioni. Con 50.000 copie vendute. E tante grazie al lavoro degli stessi migranti che in tutta la nazione hanno venduto e vendono brevi manu il libro. Pubblicazione, tra l'altro, che da sempre c'ha interessato. Ma che pure mai ha del tutto convinto, almeno tanto da portare alla lettura. Eppure, ricominciamo, Nessuno pensi male, si deve spiegare, risponde a un semplice e tanto utilizzato interrogativo. Ovvero a un paio. I cinesi, in Italia, muoiono? Avete mai visto il funerale d'un cinese in Italia? Per la verità e l'esattezza, comunque, altri, eppur mai con l'intento di fare un romanzo, s'eran posti i dilemmi di cui sopra. Ora il compito, in pratica, quello ovvero di sperimentare una specie di risposta ai quesiti è affidato al fuggitivo Graziano Spichesi; questo Spichesi, intanto inizialmente è come se fosse aiutato da un presunto amico a sfuggire da una condanna a morte donatagli dalla camorra. Quando lui stesso, lo Spichesi a un ordine della camorra non aveva voluto dar seguito con riscontro positivo. L'avventura tragicomica dello Spichesi, però, inizia quando costui comincia a capire, sempre troppo tardi, che è salvo dalla camorra campana e però in contemporanea il presunto amico l'aveva venduto alla mafia cinese di stanza in Italia. Siamo nella Marsica, centro d'Italia, nel contempo centro di smistamento dei traffici della mafiopoli della famiglia Chang. Grazie al capostipite, almeno, comunque lo Spichesi se pur in ritardo si pone i primi sospetti. Che sulla sua pelle, infine, anzi in virtù dell'utilizzo delle sue interiora, Graziano Spichesi dovrebbe salvare, ovviamente a sua insaputa, i cinesi paganti. Questa breve sintesi, date le caratteristiche dell'opera, permettono già di sapere d'una parte della struttura e impostazione dell'opera. Le pagine del libro, agilissime, invece fanno guardare a rocambolesche situazioni e a piccoli pezzi di questioni scandalose. Paris scrive come se raccontasse con oralità. E il raccontare, quindi, deve consegnare a chi legge quel qualcosa che a copertina ripristinata ci ricorderemo di ridire. 

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